Consigli per la cura e la manutenzione dei tulipani

Per far vivere il tulipano più a lungo è necessario avere diverse accortezze. Quando si acquistano dei tulipani sarebbe utile avvolgerli in un asciugamano bagnato in acqua fresca in modo tale che non si secchi. È anche utile rimuovere le foglie in eccesso che resterebbero immerse nell’acqua poiché potrebbero cominciare a marcire ed a far appassire i fiori anticipatamente. Per far assorbire l’acqua in modo rapido è utile tagliare gli steli di qualche centimetro ed adagiare i fiori in una vaso pulito e che sia alto abbastanza da coprire almeno metà dell’altezza dei tulipani per evitare che gli steli si pieghino. È bene utilizzare dell’acqua fresca che favorirà la vivacità dei fiori e li manterrà forti e vitali. Inoltre è necessario che gli steli abbiano lo spazio sufficiente per non indebolire i petali e farli cadere prematuramente. Per quanto riguarda l’irrigazione questa deve essere regolare poiché i tulipani assorbono molta acqua.

I tulipani non amano il caldo eccessivo pertanto è preferibile disporli lontano dalle fonti di calore indiretto come termosifoni, e lontano dai luoghi assolati o molto caldi. Un’altra cosa molto importante è di non comporre assolutamente nello stesso vaso i tulipani con i narcisi, poiché rilasciano una sostanza che fa appassire più rapidamente gli altri fiori. Il suggerimento in questo caso è di lasciare il vaso per i soli tulipani.

Un ultimo consiglio che arriva dall’Olanda è quello di bucare con un ago la parte inferiore del fiore.

Fiori invernali: i tulipani

Il fiore proveniente dal Medio Oriente che ha decorato le regge di tutta Europa e che continua ed essere largamente diffuso

Fra le diverse associazioni che si possono fare all’Olanda c’è quella che riguarda la grandissima diffusione e coltivazione su larga scala dei tulipani. Tuttavia la sua origine nella sua forma selvatica (il tulipano di Gesner) pare risalire all’Afghanistan, alla Persia ed alla Turchia. Anche l’etimologia del suo nome sembrerebbe ricordare l’oriente poiché significa copricapo, ed effettivamente la forma dei suoi petali ricorda i turbanti usati in questa zona.

Tra il 1600 ed il 1700 oltre che in Olanda si diffonde in tutta Europa e nel febbraio 1637 diviene il principale protagonista della prima bolla speculativa che ricorda la storia dell’economia capitalistica. In realtà pare ci sia stata una sua introduzione prima in Portogallo e successivamente una sua esportazione e diffusione in Olanda. Pare che grazie ai rapporti che alcuni tessitori della cittadina di Harlem curavano con l’Oriente si iniziarono a importare alcuni bulbi che i commercianti cominciarono a coltivare nei loro giardini. Tanti si appassionarono fino a farne una vera e propria produzione, accresciuta con la maggiore richiesta che proveniva dalle corti francesi poiché le parigine facoltose iniziarono ad utilizzare i tulipani come decorazioni.

Tutt’oggi in Turchia, anche grazie alla riscoperta dei parchi cittadini della caotica Istanbul si celebra questo fiore: lo si può ammirare nelle tessiture degli antichi tappeti, sulle ceramiche presenti all’interno dell’harem di palazzo Topkapi, nelle moschee e fra le inferriate dell’antica piazza Sultanahmet. Tramite molteplici iniziative il simbolo floreale di questa città richiama dalla fine di marzo per l’intero mese di aprile moltissimi appassionati proprio nel periodo della fioritura di questo fiore stupendo che ha per molto tempo accomunato le corti del Medio Oriente e d’Europa.

Mercatini di Natale, pietanze e decorazioni

Ormai da anni si ripete un evento tanto apprezzato da turisti e fiorentini: i mercatini di Natale. Piazza Santa Croce si riempie di piccole casette con dentro specialità di vario tipo e provenienti dai luoghi più lontani d’Europa. Possiamo trovare diversi prodotti tipici per il palato: e quindi si può gustare un caratteristico piatto ungherese come il Gulasch, o i saporiti Brezel provenienti da varie zone del centro Europa come Germania ed Austria. Ma non mancano prodotti tipici della cucina fiorentina come zuppe di legumi e le famose rosticciane. Non sono da meno i dolciumi, come il Manicotto di Boemia (trdlo in lingua originale) caratteristico della cucina ceca e slovena o il tipico Strudel austro-tedesco. Tornando ai prodotti italiani fra i dolci non possono mancare i fantastici  cannoli siciliani alla ricotta, le sfoglie napoletane e tanto altro ancora.

Un’iniziativa come questa non può essere sprovvista delle decorazioni tipiche del Natale: pertanto si va dalla casetta decorata con  vischio ed agrifoglio, alle casupole decorate con il bellissimo Anturio; immancabili ovviamente anche le classiche ed intramontabili Stelle di Natale.

Tanti di noi, si ispirano, anche a questo tipo di eventi, per decorare casa propria. Infatti, la dolce casetta, costruita interamente in legno ed avvolta da ghirlande e fiori invernali comunica una sensazione di protezione e di calore che tutti cercano continuamente. Oltre a ciò tali decorzioni sono immancabili e portano gioia nelle famiglie di tutti, a cominciare dal sorriso dei più piccoli quando ritornano a casa e vedono le sue stanze decorate con fiori e corone, ai genitori che cercano idee sempre diverse per ornare la propria abitazione, per finire con le anziane signore che amano i fiori e le piante. Persone di ogni età cambiano umore solo alla vista di un fiore o una pianta decorata.

E voi avete già deciso come decorare i vostri ambienti?

Camelia: un fiore invernale che arriva da lontano

…tra verità e leggenda…

Tante sono le leggende che riguardano la Camelia: un fiore che arriva dall’oriente. Il suo nome risale al missionario Gesuita George Joseph Kamel, vissuto tra il 1661 e il 1704.

Si racconta che un principe indiano si recasse in Cina per insegnare la sua religione. Durante una meditazione si addormentò e per espiare la sua colpa decise di tagliarsi le sopracciglia, che si traformarono in Camelie una volta cadute a terra.

Sempre nell’antichità le piante di camelia erano considerate immortali ed in quanto tali venivano disposte sulle tombe dei samurai.

Nell’Ottocento si diffusero anche fra le signore dell’alta borghesia d’Europa arrivando ad essere parte decorativa importante degli abiti da sera più vistosi.

Le camelie a fioritura invernale offrono una attraente fioritura che nei nostri climi si protrae da ottobre sino a febbraio, presentando una eccezionale gradualità che mantiene gli arbusti vestiti di colori brillanti per diverse settimane ed in certi casi per mesi.

Sono inoltre molteplici le curiosità sulle camelie invernali: la Camellia sinensis è la pianta del tè dai caratteristici fiori bianchi rivolti verso il basso; dalla Camellia oleifera si estrae un olio diffuso in Oriente a scopo alimentare e cosmetico. Infine la Camellia sasanqua (Sazankwa= fiore del tè della montagna originario dell’isola giapponese di Okinawa. Questo fiore è un motivo ricorrente degli Obi, le fasce dei Kimono legate con un nodo a farfalla sulla schiena).


Dove posizionare la Camelia

Riguardo la messa a dimora delle camelie, è importante sapere che sono dei fiori che prediligono l’ombra, pertanto posizionarle in una zona alberata dovrebbe preservarle per un periodo più lungo. Inoltre è bene che non siano esposte eccessivamente al vento in modo tale che siano riparate dalle intemperie sia nelle stagioni fredde che in quelle calde.

E’ infine opportuno proteggere le radici dalle basse temperature, poiché sono meno resistenti delle foglie. A questo proposito è molto utile spargere della corteccia di pino attorno ai fusti per il suo potere isolante.

In bocca al lupo con le vostre Camelie!

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